Zara Yakob (1434-1468) viene considerato il più importante imperatore del primo periodo salomonico.
Fu, infatti, questo imperatore a tentare seriamente di creare una nazione riunendo le molte comunità che formavano l’impero. Un’altra opera fondamentale di Zara Yacob fu la trasformazione della chiesa ortodossa etiopica e dei suoi membri promuovendo l’evangelizzazione del suo popolo e purificando il Cristianesimo eliminando quelle che riteneva pratiche magiche e pagane.
L’imperatore fu anche un fondamentale patrono delle arti e della letteratura. Zara Yakob si impegnò a fondo per riunire la chiesa con la riconciliazione tra i monaci del convento di Debra Libanos ed il movimento che aveva come base il monastero di Debra Bizan molto vicino alla secessione. Lo scontro verteva principalmente sull’osservanza del sabato festivo e Zara Yakob riuscì a raggiungere un compromesso consentendo ai seguaci di Debra Bizan di continuare a festeggiare il sabato purché riconoscessero l’autorità dell’abuna egiziano. La controversia del sabato e l’unità della chiesa trovarono il loro culmine nell’assemblea di Debra Metmaq presieduta personalmente da Zara Yakob. Durante l’assemblea, i vescovi egiziani approvarono l’osservanza dei due sabati e i seguaci di Debra Bizan si riunirono alla chiesa etiopica, coinvolgendo i monaci della congregazione di Debra Libanos e quelli di Debra Bizan nell’opera di evangelizzazione dell’impero ponendo così fine al carattere fino ad allora regionale delle due case monastiche.
Zara Yacob completò la sua opera imponendo la santificazione del sabato come della domenica, ordinò di osservare le trentatre feste di Maria, le feste mensili dell’arcangelo Michele, la nascita di Gesù Cristo.
Secondo numerose fonti, fu proprio durante il regno di Zara Yakob che venne introdotta anche la festività del Maskal e furono probibite tutte le forme di culto pagano come i sacrifici agli dei, la divinazione, le preghiere magiche.
Zara Yacob fu senza dubbio il sovrano più straordinario della sua epoca. Il suo lungo regno fu ricco di importanti successi politici e militari e l’arte e la letteratura religiose raggiunsero sotto di lui vertici mai raggiunti prima e, infatti, viene ricordato ancora oggi come uno dei più grandi sovrani d’Etiopia di tutti i tempi.   

angra, Marzo 2011   
 
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