Nicky Di Paolo, 28 gennaio 2019

Tra i personaggi di spicco del www.ilcornodafrica.it non poteva mancare Gian Carlo Stella, uomo di grande cultura, creatore e curatore della famosa Biblioteca-Archivio “Africana” di Fusignano (Ravenna).

Di natura molto riservata, si offre tuttavia sempre disponibile a dare una mano a chi voglia affrontare la storia del Corno d’Africa, non solo offrendo tutte le potenzialità che la sua gigantesca biblioteca mette a disposizione, ma anche fornendo consigli e pareri, sempre lucidi e pertinenti, da profondo conoscitore della materia.

Quando per la prima volta, alla fine degli anni ‘80, mi recai a Fusignano per incontrarlo, su consiglio dell’allora responsabile della biblioteca dell’Istituto Agronomico per Oltremare di Firenze, rimasi impressionato dalla figura dell’uomo che teneva viva una tale raccolta di opere preziose, molte delle quali uniche e conservate con religiosa meticolosità.

L’enorme quantità di libri, manoscritti e fotografie, immersi in un ambiente ricco di materiale museale che sdrammatizzava l’imponenza della biblioteca, mi colpirono pensando che quella era un’istituzione privata, creata da un unico appassionato e attivissimo storico, che non ha mai esitato a mettere a disposizione quell’enorme patrimonio a chiunque volesse approfondire un capitolo della storia del Corno d’Africa.

Gian Carlo si presenta con maniere molto distinte e signorili ma in pochi minuti è tale la sua disponibilità che riesce a stabilire con il visitatore un immediato rapporto quanto mai costruttivo.

Dopo la prima visita i miei rapporti con Stella sono stati sempre fondati su una stretta collaborazione. Questa ha avuto il suo culmine nella nostra comune partecipazione al comitato editoriale del sito www.ilcornodafrica.it, dove Gian Carlo supporta, con le sue profonde conoscenze e la sua formidabile biblioteca, la redazione e la bibliografia che questo imponente sito richiede, fornendo inoltre brillanti e originali contributi sulla storia dell’Africa Orientale.

Se è semplice oggi descrivere Gian Carlo e la sua instancabile opera, più impegnativo è tracciare la sua storia e identificare le pulsioni che lo hanno indotto a creare la grande istituzione che oggi detiene e dirige.

Vedo quindi di delineare la figura di questo ricercatore, avvalendomi delle sue memorie familiari e personali stralciate da un’opera più vasta riguardante le sue origini.

* * * * *

All’Istituto Coloniale di Roma negli anni ’30 era incaricato dell’insegnamento delle lingue coloniali l’avv. prof. Bruno Ducati[1] uno dei rari islamisti italiani. Seguiva quelle lezioni – tra militari, funzionari coloniali, studenti – anche un adolescente appena giunto nella capitale: Bruno Stella, che nessuno sospettava fosse il figlio naturale del docente. Sino ad allora Stella aveva vissuto a Bologna con i fratelli del prof. Ducati; Gabriella[2] e Pericle[3], che gli avevano fatto da genitori.

Richiesto dal padre, Stella abitò con lui a Roma diplomandosi al liceo, proseguendo gli studi all’Università e nel contempo conseguendo il brevetto di capitano di lungo corso. Appena ventenne, nel 1937, rispose alla chiamata alle armi nella Regia Marina, dove rimase per 7 anni facendo domanda, in tempo di guerra, di imbarco nei sommergibili[4]. Nell’isola di Ponza, dove fu per qualche tempo al faro nel 1937 ed ancora nel 1938, conobbe ras Immirù [Imrù][5], colà al confino, con il quale si intratteneva conversando in lingua amarica.

Gabriella, la zia di Bruno, morì a Bologna nel 1940; perse il padre Bruno a Roma nel 1943 e lo zio Pericle, etruscologo, archeologo, accademico di fama mondiale, preside della facoltà di Lettere e direttore del Museo Civico di Bologna[6], ferito in un attentato partigiano gappista nel febbraio del 1944, morì a Cortina d’Ampezzo nell’ottobre dello stesso anno[7].

Bruno Stella aveva sposato nel 1943 a Venezia, dove era in servizio, l’istriana di Parenzo Michelina Gioseffi, cugina della madre delle medaglie d’Oro fratelli Licio e Mario Visentin [italianizzato: Visentini]. La patriarcale famiglia della moglie, di antichissime origini che aveva contato magistrati e scienziati, conobbe in quegli anni diversi infoibati e molti profughi[8].

Dal matrimonio Stella-Gioseffi nacquero cinque figli, il terzo dei quali, Gian Carlo, catturato ed affascinato dai racconti del padre circa la vicenda di Adua e la storia dell’Africa, si è incamminato, poco alla volta verso quella conoscenza.

Nella metà degli anni ’70 ha iniziato il suo impegno di studio[9] indirizzato verso la ricerca delle fonti storiche relative all’Africa ed alle vicende degli italiani in quelle terre.

La necessità di conoscere “cosa” e “quanto” fosse pubblicato o esistesse negli Archivi – e “chi” fossero gli Autori -, era sempre stata avvertita dagli studiosi africanisti, che ne avevano discusso più volte in convegni specifici, senza però rimediare a questa mancanza, privilegiando infine, al patrimonio librario, le fonti d’archivio e, per un certo periodo, addirittura le “fonti orali”. Ancora oggi, nel campo accademico africanistico le ricerche bibliografiche non sono considerate.

Convinto invece della loro importanza, Gian Carlo Stella ha iniziato, da solo, a ricercare notizie ed informazioni su quanto era stato edito nel mondo fino dall’invenzione della stampa, intorno al Corno d’Africa (aggiungendo poi la Libia), formando nel corso di decenni un corposo schedario cartaceo disposto per Autore, per Soggetto e Biografico. Impegno cessato alla fine degli anni ’90 del secolo scorso, al prepotente affacciarsi del digitale e di Internet. Per questo i suoi schedari, ovvero il suo patrimonio culturale, è fermo a quegli anni, demandando alle nuove tecnologie ricavare le informazioni di quanto pubblicato o conosciuto da quella data ad oggi.

Prima dell’avvento di Internet, Stella è riuscito a rintracciare e triplicare il numero delle opere edite dal ‘400 al 1799 contenute nel volume del bibliografo-bibliotecario Giuseppe Fumagalli[10], pubblicando nel 1984 il risultato ragionato della ricerca[11].

Nel 1985 è stato inserito dall’Istituto Italiano per l‘Africa nell’elenco degli africanisti italiani, differenziandosi appunto dagli altri studiosi per la particolarità sostanziale delle sue ricerche, non mirate a focalizzare e spiegare momenti di scienza, storia o politica[12]. E ciò in parallelo alla compilazione di un dizionario biografico di quegli italiani, civili o militari, che in qualche modo, e per motivi diversi, avevano avuto a che fare con quei territori.

A queste biografie si sono aggiunte, nel corso dei decenni, la costituzione di più archivi cartacei riferiti al personale indigeno, nel mentre ha preso sempre più forma e sostanza la biblioteca e la cartoteca, con decennali acquisti presso librerie antiquarie ed acquisizioni da privati.

Il patrimonio librario conta oltre 5.000 volumi (dal ‘500 ai giorni nostri), riferiti principalmente all’Africa ex Italiana, cui si affianca la fornita cartoteca, l’emeroteca, la sezione documenti (con diari inediti, lettere di Baratieri, carte di militari, funzionari coloniali, imprenditori e lavoratori), la collezione di sigilli etiopici e l’archivio fotografico, cospicuo fondo di immagini relative a quei territori e agli italiani colà operanti (dalla fine dell’800 agli anni ’90), con centinaia di ritratti originali.

Tutti gli argomenti vi sono rappresentati; dai testi linguistici a quelli scientifici, dai viaggi ed esplorazioni ai romanzi coloniali, dalla storia alla geografia, ecc.[13]

Anche qualche oggetto significativo ha qui trovato spazio; dal busto ottocentesco del viaggiatore Pellegrino Matteucci, alle armi (scudo, lance, e pugnale) donati negli anni ’30 dal Sultano dell’Aussa ad un ufficiale dell’Istituto Geografico Militare, a vari oggetti storici ed etnografici, ecc.

Nel corso dei decenni Gian Carlo Stella ha avuto modo di conoscere personalmente molti attori, protagonisti e spettatori delle vicende politiche, militari e civili d’Africa, le cui testimonianze e confidenze, sempre accompagnate dalla lettura di libri e documenti, lo pongono oggi nella condizione di conservare la memoria storica di quel passato in molti suoi aspetti.

Le numerose pubblicazioni edite da Stella dagli anni ’70 ad oggi[14] (richieste espressamente anche dalla Libreria del Congresso di Washington), come detto riguardano sostanzialmente gli aspetti bibliografici e biografici dell’africanismo italiano. Tutto il suo patrimonio culturale (librario, cartaceo e fotografico) è sempre stato messo a disposizione di chi desiderava conoscere ed approfondire. Tra l’altro, ha collaborato con la “Encyclopaedia Aethiopica” dell’Università di Amburgo ed è socio del SISM (Società Italiana di Storia Militare).

Numerosi docenti universitari italiani e stranieri, dall’Europa all’Africa, dall’America all’Australia, hanno fatto ricerche nella sua Biblioteca-Archivio, ed assai più numerosi sono gli studenti, provenienti da ogni parte d’Italia, che lì hanno studiato e preparato le loro tesi di laurea.

In questi ultimi decenni Gian Carlo Stella ha potuto monitorare il polso di questo mondo, che ebbe una svolta epocale, tuttora predominante, dalla metà degli anni ’70 del ‘900, indirizzata a criminalizzare “in toto” e senza sconti ogni aspetto del colonialismo italiano[15], e successivamente avvertire un preoccupante vistoso calo di interesse da parte di “studiosi” verso la materia, probabilmente distratti da Internet ed ingannati dalla ritenuta bontà delle molteplici informazioni che qui galleggiano.

Gian Carlo ribadisce che, “spirito e sostanza dell’apprendimento si trovano nelle biblioteche e negli archivi, unici luoghi dove – solo con animo libero -, si potranno ritrovare quelle conoscenze che sembrano oggi perdute”.

 Nicky Di Paolo, Gennaio 2019

Il Catalogo della Biblioteca è consultabile qui (https://www.ilcornodafrica.it).

E-mail: africanabiblioteca@gmail.com

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Opere pubblicate da Gian Carlo Stella di soggetto biografico e bibliografico:

    1981 – Sull’Africa Orientale (Eritrea-Abissinia-Somalia) e colonialismo italiano. Catalogo delle opere possedute al maggio 1981 dalla Biblioteca privata di GCS, Ravenna, 1981. 8°, pp. 96. 27 ill. n.t.

     1982 – Sull’Africa Orientale (Eritrea-Abissinia-Somalia) e colonialismo italiano. 1° supplemento al Catalogo delle opere possedute al maggio 1981 dalla Biblioteca privata di GCS, Ravenna, 1982. 8°, pp. 21.

     1982 – Romolo Gessi. Contributo ad una bibliografia, Ravenna, 1982. 8°, pp. 47. 150 schede segnalate.

    1982 – Antonio Cecchi. Contributo ad una bibliografia, Ravenna, 1982. 8° pp. 43. 130 schede segnalate.

     1982 – Raffaele Alfieri, Ravenna, 1982. 8° pp. 33. 2 facsimili n.t.

      1982 – Sull’Africa Orientale (Eritrea-Abissinia-Somalia) e colonialismo italiano. 1° e 2° supplemento al Catalogo delle opere possedute al maggio 1981 dalla Biblioteca privata di GCS, Ravenna, 1982. 8°, pp. 53.

       1983 – Pellegrino Matteucci. Bibliografia, Ravenna, s.n.t., 1983. 8°gr., pp. 103. Ill. a colori in antiporta. Bibliografia commentata di 307 titoli, tra cui il carteggio ed il materiale inedito. Indice dei nomi.

      1984 – Africa Orientale (Eritrea-Abissinia-Somalia) e Colonialismo italiano. Bibliografia. Catalogo descrittivo delle opere possedute [dalla Biblioteca privata di GCS], Ravenna, 1984. 4°, pp. 442. Con XXXI tavv. f.t. (Il catalogo descrive 1177 volumi relativi a 1115 opere).

      1984 – Bibliographia Habessinica, Ravennae, apud Joh. Karolum Stellam, 1984. 4°, pp. 249. XIX tavv. f.t. e carta piegata in busta nella terza di copertina. Con quattro indici (degli Autori, dei Tipografi, delle Città dove vennero impresse le opere, e per Anno di stampa).

        1985 – Catalogo degli scritti a stampa relativi all’Italia in Eritrea dall’occupazione militare di Massaua alla cessione di Cassala (1885-1897) conservati nella Biblioteca privata Stella in Ravenna, Ravenna, s.n.t., 1985. 16°, pp. 74. (1.692 titoli descritti).

        1985  – Carlo Conti Rossini ed i suoi scritti circa l’Etiopia e l’Eritrea (Saggio bibliografico), Ravenna, 1985. 8°, pp. 26. Estr.: “Quaderni di Studi Etiopici”, Asmara, n. 5, 1984, pp. (106)-128. (195 schede).

       1986 – Africa Orientale (Eritrea-Abissinia-Somalia) e Colonialismo italiano. Bibliografia. Catalogo descrittivo delle opere possedute. 2a Edizione notevolmente aumentata, Ravenna, 1986. 8°, pp. 571. 170 tavv. n.t. (2.078 i libri e gli opuscoli descritti. Indice dei periodici e l’indice generale dei nomi).

         1986 – Il viaggio in Etiopia di Michelangelo Pacelli (1789-1790), Ravenna, 1986. 8°, pp. 25. Estr.: “Miscellanea di Storia delle esplorazioni”, Genova, XI,(1986), pp. (109)-132.

        1986 – Un personaggio amletico: Afework Ghevre Jesus (1868-1947), (Roma, 1986). 8°, pp. (581)-602. Estr.: “Africa”,Roma, Anno XLI, N. 4, 1986, pp. 581-601.

        1987 – Dogali (26 gennaio 1887). Bibliografia – Documenti – Personaggi, Ravenna, s.n.t.,1987. 8°, pp. 184. 5 tavv. n.t. (Bibliografia di 379 titoli, cui segue una serie di documenti riportati integralmente; cenni biografici degli ufficiali italiani ed i personaggi protagonisti, e l’elenco completo, disposto anche per Distretto Militare, di tutti i militari italiani partecipanti).

         1988 – Bibliografia politico-militare del conflitto italo-etiopico 1935-36. Ravenna, 1988. 8°, pp. 207. 11 tavv. n.t. (Descritti 1.217 libri ed opuscoli, italiani e stranieri).

         1988 – Militari italiani caduti combattendo per la conquista dell’Abissinia (3 ottobre 1935-9 maggio 1936). Ravenna, 1988. 8°, pp. 263. Con 13 tavv. n.t. 1a edizione. (Tutti i Caduti in combattimento hanno qui un nome, cognome, paternità, residenza, grado, etc. Riportate anche l’anno di nascita e data e luogo della morte; spesso il luogo della sepoltura).

       1988 – Bibliografia politico-militare del conflitto italo-etiopico 1935-36. Nuova Edizione, Ravenna, 1988. 8°, pp. 200. 11 tavv. n.t. (Unica bibliografia sul conflitto. 1.041 i titoli dei libri ed opuscoli, italiani e stranieri. Sono segnalate anche le disponibilità di alcune Biblioteche (Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze; Biblioteca privata Stella; Biblioteca dell’Istituto Italo-Africano di Roma [oggi IsIAO]; Biblioteca della Camera dei Deputati di Roma, etc.). Segue l’indice dei nomi citati nel testo).

       1988-1989 – Dizionario Biografico dei Militari dell’Esercito e della Milizia decorati al Valor Militare (Oro, Argento, Bronzo, Croce di Guerra). Campagna d’Abissinia 3 ottobre 1935 – 9 maggio 1936, Ravenna, 1988-1989. 5 volumi in-8°, pp. complessive 2.366. (Repertorio biografico, cui segue la motivazione per esteso della decorazione conferita. In appendice gli insigniti dell’Ordine Militare di Savoia. Indici per grado di concessione).

       1989 – Militari italiani caduti combattendo per la conquista dell’Abissinia (3 ottobre 1935 – 9 maggio 1936). Seconda Edizione rifatta, Ravenna, 1989. 8°, pp. 215. 13 tavv. n.t.

       1989 – La Battaglia di Adua del 1° Marzo 1896. Bibliografia generale, Ravenna, 1989. 8°, pp. 166. 26 tavv. n.t. 1a edizione. Repertorio di 728 titoli. Indice dei nomi citati nel testo.

        1989 – Militari italiani insigniti dell’Ordine Militare di Savoia (poi Ordine Militare d’Italia). Africa Orientale 1887-1941, Ravenna, 1989. 8°, pp. 239.

         1990 – Catalogo delle Carte geografiche, topografiche, etnografiche, etc., relative al Corno d’Africa, 1784-1965 conservate nella Biblioteca Privata Stella. Tomo I, Ravenna, 1990. 4°, pp. 294. (Carte relative all’Eritrea, Etiopia, Mar Rosso, generali e parziali. Le carte descritte sono in numero di 500).

         1991 – Indice-Catalogo illustrato delle opere edite (1977-1991). Curatore: Gian Carlo Stella, s.n.t., [1991]. 16°, pp. XXIII. Con 23 tavv. n.t.

        1995 – Adua 1° Marzo 1896. Ufficiali italiani presenti alla battaglia. Stati di Servizio. Promozioni e Variazioni, Campagne, Ferite, Azioni di Merito, Decorazioni, Encomi, etc., Fusignano (Ravenna), 1995. 8° gr., pp. 672. (Oltre 600 biografie ricostruite dalle fonti ufficiali. Con riporto integrale delle ricompense ricevute e note varie).

       1996 – Indice-Catalogo degli scritti editi (1976-1996), [1996]. 16°, pp. 9.

       1996 –  Adua 1° marzo 1896. Bibliografia generale. Seconda Edizione notevolmente aumentata, Fusignano, 1996. 8°, pp. 169. (Repertorio di 936 titoli).

        1996 – Adwa, a bibliography, Addis Ababa (Ethiopia), Institute of Ethiopian Studies, Addis Ababa University; Rome, Istituto italiano per l’Africa e l’Oriente, 1996. 8°, 168 colonne. (=”Adwa Victory Centenary Conference; 26 Feb.-2 March, 1996, Addis Ababa =).                   

       1996 – e LORENZINI Paola, “Trent’ anni d’Affrica”. Vita del Generale Medaglia d’Oro Orlando Lorenzini. Ricavata da Lettere, Relazioni, Documenti inediti e ricordi della figlia donna Paola Lorenzini-Doveri, (Bagnacavallo, Ravenna Tipografia Zanotti), 1996. 8°, pp. 109.

                1998 – Indice Generale dei periodici (Quotidiani, Riviste, Bollettini, Annali, Annuari, Numeri Unici, Speciali, etc.) relativi ai territori dell’Africa ex Italiana (1859-1995) conservati nella Biblioteca-Archivio “Africana”. Fusignano, settembre 1998. 4°, pp. 23. (Descritte oltre 150 testate).

       1998 – Dizionario biografico degli Italiani d’Africa (Eritrea-Etiopia-Libia-Somalia-Sudan) 1271-1990. Parte I: Civili, Fusignano, Biblioteca-Archivio “Africana”, 1998. 4°, 132 colonne. [Lettera A]. (Questa lettera A contiene oltre 2.500 brevi biografie).

        1998 – Romolo Gessi. Contributo ad una Bibliografia. 2a Edizione notevolmente aumentata, Fusignano, Biblioteca Archivio “Africana”, 1998. 4°, pp. 39.

        2001 – e GALLIANO Franco, Carteggio inedito di Giuseppe Galliano (1891-1896), Fusignano (Ravenna), 2002 (15 dicembre 2001). 8°, pp. 51.

        2004 – Dall’Alta Val Tanaro ad Adua. Vita del Tenente Colonnello Giuseppe Galliano. Lettere, Documenti, Relazioni, Testimonianze, etc. Con cronistoria del suo III Battaglione di Fanteria Indigena; cenni sugli ufficiali, sottufficiali, truppa nazionale ed ascari, Bibliografia, Illustrazioni e Note, Ceva, (Cuneo), Comune di Ceva, 2004. 4°, pp. 161. Ill.


NOTE

[1] Nato a Bologna nel 1878 dall’Avv. Angelo – di antica famiglia medievale trentina che contò funzionari imperiali, magistrati, avvocati, patrioti, ecc. -, in sette mesi conseguì due lauree, in giurisprudenza nel novembre del 1905 con la tesi “Saggio di studi nel libro di diritto siriaco romano”, ed in lettere nel giugno del 1906 con un saggio sulla formazione dei temi verbali preistorici. Straordinariamente portato verso le lingue, ebbe incarico dall’Istituto Coloniale di Roma di insegnare otto lingue (berbero, etiopico, tigrè, tigrai o tigrino, amarico, galla, somalo e swahili), mentre all’Università di Perugia insegnava etnografia coloniale e istituzioni islamiche. Per l’editore Treves e successore Garzanti tradusse volumi in lingua tedesca, svedese, norvegese, ecc., mentre fu autore di numerosi scritti riguardo l’Islam, la storia e la politica coloniale (“Notizia di nuovi manoscritti e studi sul libro siriaco-romano delle Leggi di Costantino, Teodosio e Leone” (1905); “Data e origine del libro siriaco” (1906); “Grammatica pratica del dialetto arabo di Tripoli” (1913); “Grammatica pratica della lingua araba parlata in Tripolitania e compresa ovunque si parli arabo” (1913); “Sintesi del diritto musulmano” (1926); “De islamico Judiciario iure” (1927); “Corso di Istituzioni musulmane” (1928); “L’Islam” (1929); “I santi nell’Islam” (1929); “Gli Ibaditi e la politica coloniale italiana” (1931); “Maometto” (1931); “Il diritto musulmano” (1935), “Dizionarietto Galla” (1937); “Corso di lingua amharica per autodidatti. Trattatzione grammaticale completa esercizi con 1400 vocaboli” (1938); “La grande impresa di Amda Siòn, (Romanzo storico del XIV secolo) – I miracoli di Abbà Garimà (Omelia del XV secolo) tradotti dalla lingua originale da Bruno Ducati” (1939); ecc.). Altri suoi scritti, e molte recensioni di volumi, si trovano negli “Annali dell’Africa Italiana” del Ministero dell’Africa Italiana. La sua voce si udiva nel 1936 alla radio per l’apprendimento della lingua amarica in venti lezioni, e della lingua Galla in 12 lezioni, poi registrate in 10 e 6 dischi dalla Società Anonima Nazionale del Grammofono di Milano. Lo ricorda anche il giornalista Enzo Biagi nel volume “Disonora il padre” (Milano, 1975). Ufficiale di Marina, poi richiamato per la guerra 1915-18, fu quindi all’Ambasciata italiana del Cairo prima di intraprendere, dagli anni ’20, l’insegnamento.

[2] Pittrice, romanziera e poetessa, licenziò alle stampe diversi lavori anche con gli pseudonimi di “Elio da Trento”, e “La poetessa lontana”. Alla sua morte il fratello Pericle ne pubblicherà uno struggente profilo con molte poesie nel volume che intitolerà: Chi mi ridesta ? (Firenze, Marzocco, 1940).

[3] A lui Bruno Stella dedicherà un volume di egittologia edito nel 1962: “Alla memoria del Prof. Pericle Ducati, da cui appresi, bambino ancora, ad amare ed interpretare il mistero della pietra dissepolta”. Le opere del prof. Pericle Ducati superano i mille titoli (cfr.: G.A. Mansuelli, In memoria di P. D. (1880-1944), Bologna, Compositori, 1946, pp. 19-46). L’interesse di Bruno Stella per l’Africa non lo abbandonò mai: sebbene si dedicasse con passione all’egittologia, scrisse diverse opere rimaste inedite, tra cui: “Delenda Aethiopia. Storia della spedizione punitiva romana contro la Nubia (25-22 a.C.)”; “Fadda”, “Magdala. Rivalutazione storica dell’Imperatore Teodoro II”, ecc. Questa opera porta la dedica: “A Bruno Ducati, marinaio e scienziato, che amò l’Africa e le sue genti”.

[4] Bruno Stella, nato nel 1917, conobbe il fascismo a Roma negli anni più “ruggenti” del regime, ma non ne fu mai entusiasta. Non aveva ancora 5 anni – durante il biennio rosso – quando una bambina con cui giocava ebbe la mano trapassata da un proiettile vagante sparato durante una scorribanda fascista. Dal 1943 al 1945 si trovò al Nord Italia, dove ebbe modo di subire bombardamenti che gli lasciarono segni fisici, conoscere la guerra civile ed assistere al dramma dei profughi. Per quello che vide e subì non ha mai simpatizzato per il comunismo, e questo determinerà, nell’aprile del 1946, nella rossa Romagna il suo arresto – con altri – con l’accusa di far parte di una “organizzazione segreta neo-fascista” (sic!), insinuazione che cadrà dopo alcuni giorni. Ebbe amicizie con personaggi diversi, tra cui il compositore E.A. Mario (Giovanni Ermete Gaeta), famoso per la sua “La Leggenda del Piave” ( “La Canzone del Piave”), nata nel giugno del 1918 dopo la Battaglia detta del Solstizio del giugno 1918.

[5] Il principe Immirù Hailè Sellassie era cugino dell’Imperatore d’Etiopia. Fu militare e diplomatico. Combattè gli italiani e si attribuì la responsabilità dell’eccidio del cantiere Gondrand. Cfr. https://www.ilcornodafrica.it/st-gondrand.htm

[6] In: Carte private degli antenati della famiglia Ducati e di Pericle Ducati, conservate nella Biblioteca-Archivio “Africana”. Altri riferimenti su Stella-Ducati si trovano nel dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna (fondo Pericle Ducati) e, ad oggi, nel fondo Selmi-Ducati della Biblioteca del Comune di Vignola (Modena).

[7] Contrariamente a quanto si legge, l’attentato al prof. Ducati del 17 febbraio 1944 non fu la risposta alla sua adesione al Tribunale Speciale. L’affermazione non trova conferma nelle memorie dei partigiani bolognesi, i quali non si sono mai vantati né scritto su quell’attentato. Ricordiamo anche che l’Amministrazione Comunale comunista del dopoguerra dedicò una lapide in sua memoria, ancora visibile, e frequenti in città erano i ricordi e le commemorazioni. La ragione dell’attentato, quanto ha appurato il nipote Gian Carlo, risiede esclusivamente nel prestigio della sua persona (come accadrà un mese dopo al filosofo Giovanni Gentile), tanto da essere inserito nella lista dei “Fascisti da eliminare” pubblicata in un giornale Alleato distribuito clandestinamente nel Nord Italia. Pericle Ducati non volle che al suo ferimento seguisse una rappresaglia, ed al nipote Bruno Stella, cui era legatissimo e che andò a trovarlo a Cortina d’Ampezzo dove era stato ricoverato portato dai suoi allievi, disse che doveva la vita al portafogli che fermò una delle pallottole, come gli fece vedere. Lo studioso morì a Cortina d’Ampezzo all’Istituto “Codivilla” nelle prime ore del mattino di sabato 28 ottobre 1944. Al suo funerale lo stesso Mussolini volle partecipare con una corona d’alloro. Da ricordi familiari e dagli scritti dei suoi numerosi allievi e colleghi, Pericle Ducati è descritto come persona estremamente mite, non passionale, né politicizzata. Se fino agli anni ’30 Pericle Ducati era un riferimento culturale mondiale, questa fama continuò anche nel primo dopoguerra ad opera di studiosi, colleghi ed allievi che ne esaltarono anche pubblicamente la figura di uomo mite e di scienziato, per poi sprofondare, dagli anni ’70, nella “damnatio memoriae” che tutt’ora insiste.

[8] La giovanissima ed ancora minorenne sorella di Michelina, “optante” per l’Italia, venne arrestata nel 1948 e rinchiusa per anni nelle carceri titine. Sempre da parte materna, si ricorda lo zio Iginio Rocco, capitano della Divisione “Bergamo”, fucilato dai tedeschi nel 1943 (medaglia d’Argento al Valor Militare), e lo zio Adolfo Giambarba, nipote omonimo dell’Architetto Ingegnere Capo del Comune di Napoli, protagonista del “risanamento” di Napoli dopo il colera del 1884.  

[9] Quegli anni coincisero con la morte dell’ultimo superstite di Abba Garimà, un trombettiere della Brigata Dabormida.

[10] Cfr.: Bibliografia etiopica: catalogo descrittivo e ragionato degli scritti pubblicati dalla invenzione della stampa fino a tutto il 1891 intorno alla Etiopia e regioni limitrofe, redatto da Giuseppe Fumagalli, opera compilata sotto gli auspici della Società Geografica Italiana e della Società d’Esplorazione Commerciale Africana, Milano, Ulrico Hoepli Editore, 1893.

[11] Cfr.: Bibliographia Habessinica, sive librorum de rebus Aethiopicis Catalogus, editorum usque ad annum 1799, quos collegit, recensuit, digessit, genuina scripta a spuriis secrevit. notis illustravit, et indicibus instruxit, addita nonnullorum auctorurn vita, Johannes Karolus Stella, Ravennae, apud Joh. Karolum Stellam, M.DCCCCLXXXIIIJ (1984).

[12] I lavori di Stella sono frequentemente citati nell’intervento del Prof. Teoaldo Filesi, Gli studi storici sull’Africa sub-sahariana, nel Convegno “Gli studi africanistici in Italia dagli anni ‘60 ad oggi”, avvenuto a Roma, il 25-27 giugno 1985.

[13] Si veda nell’Allegato A l’elenco delle opere edite di soggetto bibliografico e bibliografico. La produzione complessiva del pubblicato – riferita anche alla storia coloniale e ad argomenti che esulano dal campo dell’africanistica -, è abbastanza vasta.

[14] Per una visione parziale delle opere pubblicate, si veda l’indice presso l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico (ICCU).

Suoi articoli sono apparsi su: “Africa”, dell’Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente, Roma; “Bollettino d’Archivio” dell’Ufficio Storico della Marina Militare, Roma; “Bollettino dell’Istituto Geografico Polare”, Civitanova Marche; “Quaderni di Studi Etiopici”, Asmara; “Miscellanea di Storia delle esplorazioni”, Genova; “Africus”, Roma; “Rassegna Storica del Risorgimento”, Roma; “Uniformi & Armi”, Parma; “Storia Militare”, Milano; ecc.

Alcune conferenze, collaborazioni a mostre, convegni che lo hanno visto partecipe: La battaglia di Adua nelle prime notizie …, Addis Abeba, “Adwa Centenary Conference”, 1996; Il Maggiore Giuseppe Galliano, Ceva (Cuneo), 1996; 1798-1998. Due secoli dalla “scoperta” dell’Egitto. Bicentenario della spedizione scientifico-militare napoleonica, Fusignano, 1999; La Romagna in Etiopia, Ravenna, Palazzo della Provincia, febbraio 2001; Romagnoli e lughesi in una avventura africana (1885-1936), Lugo, 2001; L’epopea degli Ascari Eritrei, Roma, “Vittoriano”, 2004; Immagini d’Africa, Bologna, Università, 2005; Pagine d’Africa, Bologna, Università, 2005; Ascari d’Eritrea, Bologna, Cassa di Risparmio, 2005; L’ammiraglio Scrofani tra mare e medicina, Ragusa, 2005; Il Maggiore Domenico Turitto, Cassano nelle Murge (Bari), 2006; Adua, Bologna, Università, 2007; Adua nella storia e nella leggenda, Palermo, 2009; Le batterie siciliane, Messina, 2009; ecc. Per una visione parziale delle Conferenze, Mostre e Convegni, con foto e testi, si veda: https://www.ilcornodafrica.it/mc-1.htm

[15] Si veda il pensiero ancora attuale di Stella nella sua lettera del 23 agosto 2008 sul tema “Italiani brava gente”, in: https://www.ilcornodafrica.it/rdc-08-italianibg.htm