Normalmente chiamati sambuchi in Eritrea, dhow dall’altra parte del Mar Rosso e nell’Oceano Indiano, sono imbarcazioni di origine antichissima, usate per traffico e pesca. Dalle caratteristiche tecniche particolarmente adatte per la navigazione oceanica, hanno sfruttato per millenni i cicli monsonici, al comando del “nacuda”, personaggio di rilievo, responsabile dell’imbarcazione, del commercio, dell’equipaggio.

Fin dai primi insediamenti in Eritrea, la Regia Marina inquadrò diversi sambuchi tra le proprie unità, per il controllo del contrabbando, della pirateria, della pesca. D’altra parte, anche gli ottomani durante la guerra italo-turca li utilizzarono su larga scala per il contrabbando, dato che il loro basso pescaggio li rendeva particolarmente agili, tanto che spesso misero in difficoltà la nostra Marina.

Negli anni Trenta, vennero utilizzati anche per la sfiancante, pericolosa pesca delle perle alle isole Dhalak.

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