Alberto Vascon, luglio 2009
   Il numero 262 di ARCHEO Dicembre 2006 (DE AGOSTINI PERIODICI) riporta un articolo di AS, come sempre di accattivante e piacevole lettura, sul viaggio classico in Etiopia lungo la rotta storica, illustrato con le belle immagini di Paola Viesi: lago Tana, Gondar, Lalibelà, Aksum:  

   

Abbiamo rilevato le seguenti inesattezze  
Pag. 78:   Notiamo fin dalla foto del titolo:   Le cascate del Tisisat, dove il Nilo Azzurro inizia il suo percorso come emissario del lago Tana   Il Nilo Azzurro inizia il suo percorso dal lago Tana, 30 chilometri a monte.  
Pag. 78:   La cartina dell’Etiopia merita le seguenti osservazioni:
 
 

–          al posto di Auassa, capitale dell’ex provincia del Sidamo, è stato scritto Awash –          al posto di Nekemte è stato messo l’insignificante villaggio di Bedelle
  Sulla stessa pagina un’altra imperfezione:   Forma di governo Repubblica federale democratica Superficie 1 127 127 kmq Popolazione 67 890 000 abitanti (stima 2003) 60 ab./kmq Capitale Addis Abeba Divisione amministrativa 11 Stati-regioni federati Lingua Amharico (ufficiale), inglese, italiano, tigré, tigrino, somalo   Il tigrè si parla nel bassopiano eritreo, in Etiopia si parla il tigrai (o tigrino), mentre l’italiano è completamente sconosciuto. È strano poi che non venga nominata la lingua oromo, che è parlata da quasi la metà della popolazione.  
Sulla stessa pagina un terzo errore:   la tragedia della tirannia comunista di Hailè Mariam Menghistu   In Etiopia si usa il patronimico, quindi si deve dire Menghistù Hailè Mariam.
  Pag. 79:   Nella pagina accanto, in alto: cartina dell’Etiopia, con l’indicazione dei siti citati nel testo; in basso: le rovine dell’antico palazzo dell’imperatore Susenyos, presso il lago Tana e Gondar l’antica capitale etiopica. Prima metà del XVII sec.

   

Il palazzo non è “presso il lago Tana”, è proprio sulla riva; queste rovine non sono il palazzo di Sussinios, ma Mariam Ghemb, la cattedrale di Maria. I resti del castello di Sussinios sono questi:  

 

Pag. 80:   Il Kebra Nagast, il libro della «Gloria dei Re», testo fondante, scritto nel XIII secolo, della legittimità divina del potere dei negus,   Il Kebra Neghèst è stato scritto nel XIV secolo.   Le trentasette isole del lago Tana nascondono monasteri, chiese a forma di tukul, eremi: sono i luoghi della prima evangelizzazione cristiana dell’Etiopia   La prima evangelizzazione dell’Etiopia è avvenuta intorno ad Aksum.  
Pag. 81:   Quasi ogni isola (e sono trentasette) nasconde un monastero, una chiesa a forma di tukul (lo stile conosciuto come il primo gondarino), un eremo ortodosso. Sono i luoghi della prima evangelizzazione cristiana dell’Etiopa…      Qui le inesattezze sono due: –  tutti sanno che cos’è il tucul; lo stile “primo gondarino” è uno stile pittorico (come ad es. quello della chiesa di Gorgorà Debra Sina) e non un tucul –  per la prima evangelizzazione dell’Etiopia viene ripetuto l’errore della pagina precedente   Tana Kirkos è isola lontana, solitaria, vietata alle donne.È un artiglio roccioso lingo le sponde nord-orientali del lago   1) Tana Kirkos è la chiesa, l’isola è Tana 2) e 3) l’isola non è lontana, dista un km dalla costa orientale:  

 

Sempre a pag. 81:   A mezz’ora di navigazione da Bahar Dar, la «casa del mare», unica, vera città del lago, Kebran Gabriel è l’isola dell’arcangelo Gabriele e della sua…   Bahr Dar significa “riva del lago”, Kebran Gabriel è la chiesa di San Gabriele sull’isola di Kebran.   Continua a pag. 81:   … la grande chiesa di Ura Khidane Meherèt, santuario del Patto di Misericordia.   Kidane Mehrèt è la Madonna, quindi la chiesa è dedicata alla Madonna.  
Pag. 82: Solo agli inizi del Novecento, eruditi ebrei e militanti sionisti furono certi dell’esistenza di questa  comunità di ebrei neri… Il primo a scrivere sui Fallascià è stato Henry A. Stern (Wanderings among the Falashas in Abyssinia, Londra 1862), mentre il primo a studiarli è stato J. M. Flad (The Falasha, Jews of Abyssinia, Londra 1869), che è stato 60 anni presso di loro. Il più importante studio sui Fallascià è stato fatto da Joseph Halévy, che ha studiato la loro storia, la loro letteratura e il loro linguaggio (Travels in Abyssinia, Londra 1877). Ma prima ancora di Stern i Fallascià erano stati segnalati da Rüppel (1830-40) e da Lefebvre (1845-48).
  Pag. 83:   Gebre Manfas Kidus, il San Francesco etiopico, parla con gli animali e vola in groppa a un grande uccello  

 

Il Santo è rappresentato con un uccello che gli voleva strappare un occhio e viene dissetato con una sua lacrima nel caldo del deserto della Nubia:   Narga è uno dei santuari ortodossi più venerati.   Narga è un’isola.   Gli sguardi dei cherubini di Debre Berhan Selassiè, la chiesa del Monte della Luce della Trinità…   Debra Brehan Sellassiè significa “chiesa della Trinità a Debra Brehan.   In alto: il palazzo di Kweskwam, nel complesso reale di Gondar, fatto costruire dall’imperatrice Menkewab   Qusquam è su una collina a 5 km dal recinto imperiale; Menkewab è Mentewab.
  Pag. 85:   In alto: la foto guida della campagna dell’Unesco per il ritorno della stele di Axum dall’Italia in Etiopia. La stele della foto è quella del re Ezana, di 24 m, il maggiore ancora in piedi nel Parco delle Stele.   Quella della foto è alta 21 metri, quella di 24 metri è quella portata a Roma.   L’esploratore scozzese James Bruce… il 14 novembre del 1770 scoprì le sorgenti del Nilo Azzurro, sul lago Tana…   Le sorgenti erano già state scoperte da Padre Pero Paez nel 1613.   La viaggiatrice inglese Rosita Forbes (1893-1967), nel libro From Red Sea to Blue Nile (1925), li immaginava come un luogo magico in cui per millenni, una volta all’anno, si ritrovavano gli dei dell’Olimpo greco per giocare a scacchi. Una delle tante partite finì in una rissa tumultuosa. La scacchiera fu ribaltata: alfieri, torri e cavalli si trasformarono in guglie di pietra, in ambe trapezoidali, in pinnacoli appuntiti.   La Forbes dice: “quando gli antichi re governavano l’Etiopia… Quando gli dei scambiarono i loro giochi con scudi e corazze per combattere i nuovi uomini che si presentavano minacciosi alle loro porte, trasformarono i pezzi degli scacchi in montagne.     Axum, la capitale del più piú antico regno dell’antichità africana   Il più antico regno dell’Africa è l’Egitto.  
Pag. 86:   … là dove sarà rimontata (a Roma è stata «disarticolata» nei tre pezzi «originari»: nel 1937 la stele era stata trovata caduta al suolo e spezzata   I pezzi originari erano cinque.  
Pag. 87:   … per il Kebra Nagast, il libro-saga dei negus etiopici, scritto in anni medievali, Axum era l’impero della leggendaria regina di Saba. Qui, figlio della mitologica regina e di re Salomone, sarebbe nato Menelik I, il «figlio del sapiente»   Menelik non è nato ad Aksum: è nato nel paese di Bala Zadisarya, dove Makeda trascorse i giorni della sua purificazione e poi arrivò al suo Paese.   Ad Axum fu costruita Maryam Sion, la prima chiesa cristiana dell’Africa…   Le prime chiese cristiane dell’Africa furono costruite in Egitto.
  Pag. 88   Uno spettacolare paesaggio del Tigrai, regione dell’Etiopia settentrionale, perlopiú montagnosa, visto dalla chiesa di Daniel Korkos.  Korkor  
Pag. 93:   Il Capodanno etiopico, secondo l’antico calendario diuliano, cade l’11 settembre. È il giorno di Engutatash.   Enkutatash    


Andiamo a dare un’occhiata veloce ad altre riviste che hanno pubblicato articoli di AS:

  Airone 12-1998, L’Etiopia di Arthur Rimbaud  
Il mondo può apparire grandioso se osservato… da una costa di lava sul Mar Rosso… la spiaggia di Tagiura non è cambiata…   Tagiura non si trova sul Mar Rosso, si trova sul golfo di Aden.  
Il lago Assal… situato 185 metri sotto il livello del mare…   Il lago è a quota -153.
L’Awash… è il fiume più lungo dell’Etiopia…   Il fiume più lungo è l’Uebi Scebelli.  

Qui Touring 12-1999, Pellegrinaggio sull’altopiano
  La copia dell’Arca dell’Alleanza…   Il Tabòt è la rappresentazione dell’Arca. La copia è questa:

   

A gennaio… i cristiani copti d’Etiopia…   I cristiani d’Etiopia non sono copti, sono ortodossi. I copti sono i cristiani d’Egitto.

  Undici cattedrali di pietra…   In una città ci può essere una sola cattedrale.

  … il gesuita Francisco Alvàrez…   Era un cappuccino e si chiamava Álvarez

… Axum, il più antico regno africano…   V. sopra.            
  La Chiesa etiopica… riconosce la duplice natura di Cristo.    Non è così, ved. https://www.ilcornodafrica.it/uc-monof.htm  

,,, è consentito il matrimonio dei sacerdoti…   No. I Sacerdoti che si sposano vengono espulsi e non possono più essere sacerdoti.          
   
  … S. Giorgio… a pianta greca…   La chiesa è a pianta di croce greca.              

Bet Medhame Medhanié Alem..               Nella seconda metà del XII secolo nacque un bambino a Roha…   Lalibelà spostò il centro del regno nel cuore del Lasta, paese degli Agau, e qui fondò la nuova capitale. La chiamò Roha, in ricordo della meravigliosa Edessa, chiamata Roha in siriaco, capitale dell’Osroene, distrutta dai Mongoli nel 1144.  

Nigrizia 1-2000, Sognando Gerusalemme          
     L’Etiopia è stata la prima terra cristiana del mondo…   Prima dell’Etiopia la Libia e l’Egitto erano cristiani.             
  … il popolo agaw, piccola etnia… del più remoto angolo dell’altopiano etiopico…   Gli agau occupavano tutto l’altopiano etiopico a nord del Nilo Azzurro (quasi un terzo dell’Etiopia), e furono il substrato del regno di Aksum.              
… nel villaggio di Roha nacque un bambino…   Vedi sopra.  

Qui Touring 12-2000, Il monastero conteso           
 Il Kebra Nagast, raccolta di leggende sulla quale si fonda il potere dei negus…   Il Chebra Neghèst racconta una sola leggenda, quella della regina di Saba.  
Il Kebra Nagast racconta che fu Salomone a donare a Saba i terreni di Gerusalemme   Non è vero. E Saba è il nome della regione, non della regina.       
  A leggere il Kebra Nagast, le comunità religiose etiopiche sarebbero fisicamente approdate in Palestina fin dal IV secolo…   Nel Chebra Neghèst questo non è scritto.  

Qui Touring 1-2002, Ecce Omo
  coccodrillo nel lago Abayo   Abaya  
Bodi, Bume, Nyangatom…            Bumè e Gnangatom sono due nomi della stessa popolazione  
fu l’esploratore Vittorio Bottego, alla fine dell’Ottocento, a scoprire durante una feroce e tragica spedizione le sorgenti del fiume.   Bottego cercava la foce, non la sorgente      
 
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