Chi siamo

Questo sito è nato dalla necessita di creare un osservatorio del “Corno d’Africa”. Osservatorio culturale, storico, ambientale, sanitario e umanitario. Fondatori del sito sono italiani nati e/o vissuti a lungo in quei luoghi e che si sentono in qualche modo ancora coinvolti nelle vicende di quella parte di mondo africano.

Collaboratori del sito sono personaggi anche illustri che in qualche modo hanno avuto a che fare con le vicende dell’Africa orientale.

Scopo del sito è quello di aiutare le popolazioni degli Stati  che fanno parte del “Corno d’Africa”. Noi riteniamo che il vero aiuto sia quello di porre all’attenzione del mondo il bello ed il brutto di ciò che accade in quei Paesi che sono tuttora in fase di definizione politica ed in parte anche geografica, Paesi che stentano ad entrare in una dimensione di democrazia vera, dove le spese di un cattivo governo ricadono tutte e solo pesantemente sulle popolazioni inermi.

A nostro parere tendere una mano a quelle genti  vuole dire, per prima cosa,  inseguire quella pace indispensabile per porre fine alle immani sofferenze che in questo momento piegano le volontà dei più forti, annullano tutte le speranze, creano disperazione.

Il sito è aperto alla collaborazione di tutti quelli che vogliano dare il loro contributo per raggiungere gli obiettivi che ci siamo proposti.

Gli editoriali più significativi saranno tradotti in lingua inglese.

Il sito non ha una connotazione politica, e comunque rigetta qualsiasi tipo di estremismo, di intolleranza, di razzismo; rispetta tutte le religioni, sostiene le attività culturali e missionarie, ed è dalla parte dei più deboli.

Il sito è aperto anche ad una onesta valutazione storica del colonialismo italiano nel Corno d’Africa, argomento ancora di difficile trattazione nel nostro Paese.

Ci si augura un’attiva collaborazione da parte di eritrei, etiopici e somali che abbiano gli stessi nostri obiettivi.

Sarà dato spazio all’imaging dei luoghi per mostrarne la bellezza, ma anche per denunciarne il degrado.

Arte, letteratura, musica di quella parte d’Africa avranno rubriche specifiche.

Sarà cura di esperti riportare usi e costumi di quegli abitanti con lo scopo di non perderne la memoria, rischio creato da decenni di guerre con spostamenti in massa di intere popolazioni e di sterminio di altre.

Studiosi di lingue semitiche garantiranno l’esattezza delle traduzioni di quelle lingue.

La Redazione